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Riscontro nota riabilitazione

riabilitazione

Elena GENTILE
Assessore Welfare - Regione Puglia
Via Gentile - Bari
Silvia PAPINI
Dirigente Servizio Programmazione Assistenza
Ospedaliera e Specialistica - Regione Puglia
Via Gentile - Bari
Angelo Domenico COLASANTO
Direttore Generale - ASL Bari
Lungomare Starita, 6 - Bari
Biagio D'Alberto
Segretario Generale FP CGIL Puglia
Via Calace, 4 - Bari

 

Oggetto: riscontro nota Prot. A00151/28/3/2014 n° 3083
Facendo seguito alla Vs. nota richiamata in oggetto, "Quesito sulle figure professionali operanti presso i Presidi di riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità fisiche, psichiche e sensoriali – CHIARIMENTI", la scrivente O.S. ritiene necessario approfondire il primo punto della suddetta nota “numero di prestazioni giornaliere di riabilitazione domiciliare effettuate dai fisioterapisti ai sensi del Regolamento regionale n. 20/2011”.
Premesso che la nota in oggetto e la normativa regionale riporta quanto segue:
• “ogni prestazione riabilitativa domiciliare effettuata dal fisioterapista deve durare non meno di 45 minuti” (R.R. n.16/2010 e R.R. n.20/2011);
• “… considerando che ogni Fisioterapista impieghi in media 70 minuti totali per recarsi al domicilio del paziente e per effettuare la prestazione di 45 minuti si ricava che in 6 ore lavorative possa effettuare n. 5 prestazioni di riabilitazione domiciliare” (nota Prot. A00151/28/3/2014 n° 3083);

• “Per n. 25 prestazioni riabilitative domiciliari giornaliere si richiede la presenza di … n. 7 Fisioterapisti per 36 ore settimanali … assunti a tempo indeterminato …” (R.R. n. 20/2011). "Poiché un Fisoterapista non svolge la propria attività lavorativa per l’intero anno (causa ferie, festività, permessi, malattie), affinché il Presidio di Riabilitazione possa effettuare 25 prestazioni giornaliere, le altre n. 2 unità garantiscono la turnazione dovuta proprio alle assenze ...” (nota Prot. A00151/28/3/2014 n° 3083); si evidenzia che:

• le prestazioni di riabilitazione, al pari di tutte le prestazioni sanitarie, devono assicurare l’efficacia dell’intervento ed il raggiungimento di obiettivi di qualità;

• il fisioterapista è il “Professionista sanitario” (D.M. 29 marzo 2001) che “...in riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell’ambito delle proprie competenze, ..." ai sensi del D.M.741/94 :
a) elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;
b) pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;
c) propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia;
d) verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale;
e) svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali;…”

• la complessità delle tipologie di disabilità che prevedono la riabilitazione domiciliare (art. 2 R.R. n. 20/2011) sono tali per cui una prestazione riabilitativa al di sotto dei 45 minuti contemplati dal Regolamento perderebbe efficacia. La durata minima di 45 minuti non esclude che la prestazione riabilitativa, affinché risulti appropriata e correlata al bisogno del paziente ed al relativo Progetto Riabilitativo Individuale possa raggiungere i 60 minuti (Linee Guida 1998 e Piano d’indirizzo per la Riabilitazione).

• il calcolo puramente matematico e “teorico” del tempo medio necessario (70 minuti totali) per recarsi al domicilio del paziente e per effettuare la prestazione di 45 minuti trascura la natura stessa delle prestazioni che vengono fornite (prestazioni di salute e non prodotti di mercato) oltre che alcuni elementi essenziali:
a) mezzo di trasporto utilizzato per gli spostamenti: l’Assistenza Domiciliare è un’attività ricadente nei LEA, e dovrebbe avere una sua propria e adeguata dotazione strumentale (mezzi di servizio) necessaria all’espletamento della mission come lo sono gli apparecchi radiologici per il radiologo, la sala operatoria per il chirurgo. Non tutte le strutture che erogano le prestazioni riabilitative domiciliari e tra queste la ASL Bari, dispongono di mezzi di servizio per l’espletamento delle prestazioni riabilitative domiciliari. I fisioterapisti, a norma di legge, per gli spostamenti richiesti dalla loro attività domiciliare devono utilizzare i mezzi pubblici e ciò comporta, come ben sanno gli operatori che tutti i giorni “sono sulla strada” per raggiungere il domicilio dei pazienti, un tempo necessario per gli spostamenti superiore a quello quantificato nella nota (25 minuti). Per quanto concerne quella parte di fisioterapisti che, utilizzando il mezzo proprio, hanno sempre garantito all’Azienda la funzionalità e l’efficienza sul territorio, si ritiene opportuno evidenziare che, negli ultimi tempi, sono sempre più spinti a ritirare tale disponibilità, dalla rigidità della politica aziendale in materia di rimborso spese e dall’applicazione, a nostro avviso, inappropriata da parte della ASL Bari della normativa legislativa nazionale e regionale che disciplina il rimborso spese e l’indennità chilometrica. Infatti le fonti normative a cui si fa riferimento (art. 6, comma 12 della L. 122/2010 – art. 15 della L. 836/73 – art. 8 della L. 417/78 – art. 11 della L.R. n. 1/2011), sempre a nostro avviso, non sono traslabili all’Assistenza Domiciliare (ed ad altre
attività territoriali) perché quest’ultima è un'attività lavorativa prestata presso la sede ordinaria di lavoro e non una situazione provvisoria di invio del dipendente in sede diversa per l’attuazione di particolari esigenze di servizio, vale a dire che non trattasi di missione e trasferta.
b) durata della prestazione riabilitativa che, secondo il Regolamento Regionale, deve essere di almeno 45 minuti e quindi non rigidamente di 45 minuti ma, come argomentato in precedenza, può superare tale durata se richiesto dal caso clinico o dalle risposte del paziente al trattamento riabilitativo;
c) tempi necessari per la compilazione e l’aggiornamento della cartella clinica domiciliare;
d) tempi necessari per effettuare la timbratura in entrata ed uscita dalla sede di servizio.

• a seguito della nota regionale in oggetto, alcune strutture che erogano prestazioni riabilitative domiciliari, tra cui la ASL Bari, dando una propria interpretazione della nota e delle norme regionali, starebbero procedendo ad una organizzazione del lavoro che riteniamo violi il diritto di salute del cittadino disabile e fragile. Infatti ci è stato segnalato che si stia procedendo ad assegnare ai fisioterapisti carichi di lavoro individuali standard di n. 5 prestazioni riabilitative domiciliari e di n. 6 prestazioni complessive tra domiciliari ed ambulatoriali. Ciò non consentirebbe in alcun caso di garantire la continuità terapeutica, con la prosecuzione dell’intervento riabilitativo in caso di assenze del personale (causa ferie, festività, permessi, malattie), perché i Fisioterapisti in servizio avendo già in carico i propri pazienti ed essendo al massimo della capacità lavorativa quotidiana, non potrebbero garantire la continuità del trattamento riabilitativo anche ai pazienti dei colleghi assenti.
Alla luce di quanto su esposto invitiamo gli organi regionali competenti ad intervenire, urgentemente, presso le Direzioni Aziendali, in considerazione delle imminenti assenze dovute alle ferie estive del personale, al fine di assicurare il rispetto di quanto previsto nel Regolamento Regionale di Riabilitazione domiciliare e garantire ai cittadini il diritto ad un servizio pubblico di riabilitazione che assicuri qualità ed efficacia.
Ci vediamo, infine, obbligati ad evidenziare che, nonostante la ASL Bari abbia provveduto ad istituire il Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitazione, a tutt’oggi ci giungono continue segnalazioni, da parte degli operatori e degli utenti, di preoccupanti disservizi, che potrebbero essere, verosimilmente, attribuiti a mancanza di progettualità nei provvedimenti che vengono adottati e che inevitabilmente si traducono in un crescente malessere del personale ed in una riduzione del grado di soddisfazione degli utenti nei confronti del SSR.
Fermo restando il carattere d'urgenza di tutto quanto sopra esposto, la scrivente O.S. ritiene opportuna la convocazione di un tavolo regionale sulla tematica complessiva della Riabilitazione pubblica e privata, in considerazione delle risorse economiche sempre maggiori che vengono riconosciute agli erogatori privati (non sempre rispettosi dei requisiti richiesti dalle normative regionali di riferimento ) e della funzione integrativa e non sostitutiva che il privato deve assolvere
rispetto al servizio pubblico.
Nella certezza di un positivo e celere riscontro, cordiali saluti.

Domenico Ficco
Segretario Generale FP CGIL BARI

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Giugno 2014 11:09

Visite: 2513

Prevenire i tumori in Puglia è ancora un diritto? Gli screening oncologici hanno i minuti contati!

sanita

La Puglia rischia di perdere gli screening oncologici.

Attivati nel 2007 su tutto il territorio regionale, gli screening oncologici sono programmi di prevenzione garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale dei tumori alla mammella (per donne dai 50 ai 69 anni), al colon retto (per uomini e donne tra i 50 e i 70 anni) ed al collo dell’utero (per donne tra i 25 e i 64 anni) e inseriti fra i LEA, ossia i livelli essenziali di assistenza.

Il sistema di screening, che offre gratuitamente prestazioni di assistenza sanitaria a persone asintomatiche rientranti nelle fasce d’età più a rischio di tumore, contattate attraverso lettere di invito alla prevenzione, oggi rischia di saltare a causa di un inconcludente dialogo politico-istituzionale che non assicura la continuità del servizio e di conseguenza nemmeno la continuità occupazionale dei dipendenti del Centro Regionale Screening che dal mese prossimo, precisamente dal 19 giungo 2014, rischiano di perdere il lavoro.

E' da diversi mesi che chiediamo incontri sia all'Assessore alla salute Elena Gentile, senza ricevere alcuna risposta, sia cerchiamo invano di contattare gli uffici competenti dell’assessorato al ramo.

Se il servizio sarà interrotto, non solo i cittadini pugliesi saranno privati di prestazioni gratuite che spettano loro di diritto, ma anche i dipendenti del centro che già da tre anni vivono una situazione di precariato lavorativo, saranno definitivamente senza occupazione. Assisteremo così ad una inesorabile retrocessione culturale rispetto alla tematica della prevenzione in un momento storico in cui il legame tra prevenzione e salute è essenziale. 

Grazie allo screening gravi forme tumorali sono state tempestivamente diagnosticate e curate. 

Indiscutibile quindi l’impatto positivo non solo sulla salute dei cittadini ma anche sui risparmi di spesa per la Sanità Pubblica pugliese.

Per assicurare la prevenzione a tutti i cittadini della Puglia, dal 2011 il servizio è stato centralizzato con la costituzione del Centro Regionale Screening presso l’ARES Puglia. Positiva conseguenza dell’attivazione del centro (ne hanno usufruito le Asl di Bari, Taranto e Bat), è stata il numero sempre più elevato di cittadini che hanno fatto controlli gratuiti grazie al diffondersi della cultura della prevenzione e alla continua consulenza sanitaria offerta dagli operatori che rispondono ad un numero verde dedicato.

A partire dal 1°gennaio 2014, come indicato nella delibera di giunta regionale n. 1768 del 24/09/2013, tutti i territori della Puglia avrebbero dovuto fare riferimento al Centro Unico Regionale per le procedure di invito allo screening, cosa che invece ad oggi non è avvenuta. E questo è ancora più grave se si considera che per la costituzione del Centro Unico Regionale sono state investite ingenti risorse finanziarie e formato personale competente, a breve senza collocazione.

Chiediamo all'Assessore Regionale alla Salute Elena Gentile di intervenire tempestivamente per salvaguardare queste importanti istanze di salute che stanno franando, anche sotto i suoi piedi.

 

Domenico Ficco – Segretario Generale FP Cgil Bari

 

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Maggio 2014 18:21

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