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COMUNE DI BARI: CHIEDIAMO SICUREZZA E RISPETTO PER I LAVORATORI

ComunediBari

Ieri è accaduto quello che da tempo temevamo e avevamo preannunciato, allertando per tempo l’Amministrazione del Comune di Bari.
Parliamo della Ripartizione Tributi.
Un manipolo di lavoratori, circa 40 rispetto ai 60 previsti in organico, che attendono indefessamente, a prescindere dalla categoria di appartenenza, a immissioni, front-office, rimborsi, registrazione dati, riscossione diretta e quant’altro.
Lavoratori che assommano impegni e carichi di lavoro in aumento tra Ici, Tari, Tasi e via discorrendo.
Lavoratori che in questi anni hanno fatto recuperare fino a 21 milioni di evasione al Comune di Bari.
Gli stessi lavoratori vengono costretti in condizioni di lavoro infame perché senza condizionatori funzionanti d’estate e riscaldamento d’inverno, malgrado le numerose sollecitazioni effettuate dalla scrivente O.S.
Lavoratori che, in determinati periodi, sono sottoposti a vere e proprie situazioni di stress psico-fisico, con una utenza a volte arrabbiata, a volte esasperata, a volte insofferente.
Lavoratori che sono costretti a prestare la loro attività in una condizione allarmante di insalubrità lavorativa. Attività che viene effettuata in stanzoni di circa 100 mq occupati da 14 scrivanie, con una circolazione d’aria inesistente, affollati mediamente da 250/300 utenti al giorno, con finestre situate alla spalle degli operatori, la cui illuminazione rimbalza sui pc, rendendo una visione molto faticosa ai lavoratori, con i battenti delle finestre che non possono essere aperti a rischio di far volare la documentazione ingente che si trova sulle scrivanie.
In questi giorni è accaduto che un operatore è stato condotto al pronto soccorso. Gli è stata diagnosticata una ipotermia
Abbiamo ancora una volta chiesto un incontro all’Amministrazione per scongiurare l’irreparabile.
In nome e per conto di condizioni minimali previsti dalla legge 81.
Ma anche per un problema di rispetto del valore del lavoro, dei lavoratori e degli utenti.
Perché oltre che di condizioni di sicurezza della salute parliamo anche di dignità.
Perché accanto a un rinnovamento contrattuale vergognoso non si continuino ad associare condizioni di lavoro impossibili.
E abbiamo anticipato che se questa volta l’Amministrazione non ci rispondera’, attiveremo tutte le tutele previste dalla norma, ricorrendo a tutti i mezzi consentiti dalla stessa.

Bari, 21 novembre 2015


Patrizia Tomaselli
Segretario FPCGIL
Michele Favia
Coordinatore aziendale

Ultima modifica il Sabato, 21 Novembre 2015 15:40

Visite: 448

Il welfare bistrattato

ServSocBari

Inutilmente in tutti questi anni abbiamo cercato di dare un sistema organizzato ai Servizi sociali nel Comune di Bari.

Questione poi diventata urgentissima con la modifica strutturale del Comune, che ha istituito i Municipi lo scorso anno.
Certo i numeri degli operatori sono aumentati in modo proporzionale al numero degli abitanti, cosi’ come dettava la Regione con una delibera relativa ai piani di zona 2009/2011, ma non in modo sufficiente data la complessità sempre piu’ drammatica del welfare di questi anni.
La sicurezza di professionisti e utenti continua ad essere a rischio e non puo’ bastare un presidio della P.M. a disincentivare gli attacchi di disperazione degli assistiti che prendono di mira sistematicamente gli assistenti sociali.
Continua a permanere una condizione di approssimazione sul territorio dove ogni direttore di circoscrizione da direttive diverse, in mancanza di una riorganizzazione che dia un senso a chi deve fare cosa, con le stesse procedure.
Assistiamo a Municipi di grande complessità ed estensione territoriale che non possono essere comparati ad ex circoscrizioni ormai diventati Municipi.
Coordinatori scelti senza un criterio uguale per tutti, i casi di disabilità restituiti al territorio (150) senza che siano attribuiti allo stesso quegli operatori che rimangono assegnati in Ripartizione, la redistribuzione dei carichi di lavoro rimane ferma a quando la divisione era per circoscrizioni, non esiste un regolamento (da noi piu’ volte invocato) sulla mobilità del personale che ancora in base alla propria disponibilità (e conoscenze) transita da una parte all’altra della città, permangono ancora strutture fatiscenti utilizzate (vedi Carbonara), che non assicurano sicurezza ne’ privacy all’utenza.
Se le norme e lo scibile universitario hanno riconsegnato dignità e un sistema di intervento piu’ scientifico e moderno ad una professionalità che si è evoluta velocemente nel tempo, sviluppando un sapere che intende affrontare il disagio e la marginalità, oltre che il bisogno, sicuramente in modo piu’ efficiente e moderno, il Comune di Bari pare voglia rimanere ancorato al vecchio sistema di accoglienza e di assistenza, dove la formazione istituenda poi non corrisponde a considerazione, strumenti, strutture e numero adeguato di operatori.
Ignorando che anche consentendo tutto questo, senza un’organizzazione adeguata difficilmente si potrà costruire un welfare degno di questo nome.
Abbiamo rappresentato all’Amministrazione le nostre ragioni, quelle degli operatori, e a breve aspettiamo un confronto e decisioni costruttive in tal senso.
Speriamo sia la volta buona.

Bari, 4 novembre 2015
Segretario: Patrizia Tomaselli
Coord. aziendale: Michele Favia

Ultima modifica il Giovedì, 05 Novembre 2015 13:24

Visite: 523

NUOVO ABBATTIMENTO DELLA SPESA DEL PERSONALE ALLA CITTÀ METROPOLITANA

“LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI”

provincia-di-bari

Venerdì scorso siamo stati convocati dalla parte pubblica della città metropolitana per l’informativa sulla nuova delibera sull’abbattimento della spesa del personale. L'Amministrazione ha deciso di trattenere tutta la polizia provinciale, come consentito dal decreto Enti locali e taglia fornero e prefornero.
La nostra Organizzazione, in premessa ha sottolineato ancora una volta la documentazione mancata riguardo le proiezioni sulla situazione finanziaria dell’Ente.
Questioni di cui si chiacchiera nei corridoi ma di cui non abbiamo mai avuto ufficialmente  informazioni.
Perché se è certo che conveniamo sul taglio e sull’evitare il più possibile problemi al personale che resta alle dipendenze dell’Ente, tuttavia rimane per noi difficile discutere senza conoscere le risorse effettivamente disponibili, per capire poi la necessità e l’entità effettiva del taglio da operare.
In primis riteniamo si debba intervenire nello stesso modo su comparto e dirigenza.
Inoltre, anche se la nostra Organizzazione vuole dare la piùampia possibilità agli addetti di andar via in quiescenza, allo stesso tempo vorrebbe evitare di fare danni a lavoratori 60enni, che hanno ancora la possibilità di molti anni di lavoro, monoreddito con figli a carico, per cui sei anni di anticipo sul massimo della pensione diventa un taglio di una cifra importante.
Questo non significa tornare indietro sulle scelte adottate ma significa valutare con più accuratezza alcune cose. Ad esempio, si potrebbe effettuare la riduzione numerica della dirigenza adottando gli stessi criteri utilizzati per il comparto, cioe’ trattenendo in servizio a chi  manca un cospicuo numero di anni al pensionamento  e lasciando andare in prefornero a chi manca di meno. Equiparando dunque nel taglio e nei criteri comparto e dirigenza. Non si capisce infatti perchè, se è vero che la situazione è così drammatica dal punto di vista finanziario, si continua a fare discriminazioni illegittime tra comparto e dirigenza.
E dunque, o si taglia su tutto o, se discrezionalità deve essere adottata, la si applica a dirigenza e comparto.
Tanto piu che. se le postazioni in organico previste a tutt’oggi per i dirigenti sono 16, se se ne tagliano 2 o 3, che significa un gran risparmio, non può che far bene alle
finanze della città metropolitana.
Per cui noi riteniamo che in questo momento debba essere fatto il taglio necessario previsto dalla norma nel minimo del 30%, comprendendo i dirigenti. Attenzionando quello che avverrà a livello di legge regionale, perché non vorremmo che lo zelo adoperato in questo momento dalla parte pubblica pesi ancora una volta sui lavoratori piu’ deboli e meno tutelati dal punto di vista economico.
Scelte di cui non vogliamo essere considerati corresponsabili, pertanto abbiamo chiesto al punto 18 della delibera la sostituzione della parola “partecipazione delle OO.SS.” con “informazione”.
Perché questa è la realta’ di fatto.


Bari, 24 ottobre 2015

Ultima modifica il Lunedì, 26 Ottobre 2015 19:54

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