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IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DEL COMUNE DI BARI

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Siamo letteralmente stupefatti del contenuto del codice di comportamento licenziato dalla giunta del Comune di Bari che, accanto a prescrizioni ovvie e cavalcate dalla peggior stampa per colpire i dipendenti pubblici (“i furbetti del badge” che nei casi previsti dalla legge comporta anche il licenziamento), affianca poi un fantomatico art. 8 che vieta “anche sui social network” giudizi sull’operato dell’Ente.
Delle due l’una, o ci troviamo in un regime borderline, ai confini di un sistema che democratico non è più o la formulazione è talmente espressa male da dover essere seriamente e correttamente rivista.


Inoltre, va sottolineato che se è vero che qualsiasi inettitudine o inefficienza commessa da un lavoratore pubblico diventa notizia pareggiata a un affare di Stato, non tolleriamo più che, nel parlare di pubblico impiego, si alluda sempre e continuamente a persone disoneste e nullafacenti. Innanzitutto perché i disonesti allignano dappertutto, anche tra i politici e nelle istituzioni e la stampa è piena quotidianamente di pessimi esempi che mostrano una deriva del Paese, ed inoltre perché se da un lato si vieta ai dipendenti di esprimere un giudizio sui social dall’altro non si comprende perché il governo politico è libero di fare ciò che vuole, anche a mezzo stampa, quando decide di delegittimare del proprio operato proprio un dipendente.  
Siamo stufi che si continui a descrivere l’impiegato pubblico a tinte fosche, tanto da renderlo sempre e comunque destinatario di umiliazioni e punizioni. Ci ha pensato bene il governo in questi anni che, invece di produrre una vera riforma della Pubblica Amministrazione, continua a fare tagli e blocchi di turn over e, non ultimo, si produce, dopo una pronuncia perentoria della Consulta, in un aumento balordo ed irrisorio del CCNL nonostante sette anni di blocco.
Un aumento vergognoso che la dice lunga sulla stima (leggi disistima) che lo Stato ha dei suoi lavoratori, degni solo di spiccioli.


Inutile ricordare che proprio il Comune di Bari ha la metà dei dipendenti in servizio di qualsiasi altra realtà metropolitana nazionale pur in presenza dello stesso numero di servizi da erogare. Non è gia questo un elemento distintivo del buon operato dei dipendenti del Comune di Bari?
Certo i colpevoli vanno puniti, come dovrebbe essere sempre in un Paese civile, ma la gran parte di loro deve essere rispettata perché attiene con scrupolo al proprio lavoro. Ma ormai è moda l’insulto operato senza mezzi termini nei confronti di tutti.
E questo Codice di comportamento si ascrive nella stessa logica, tanto da fare notizia per l’impronta selvaggia e allusiva che contiene e non certo perché voglia semplicemente aggiornare prescrizioni vecchie di qualche anno.
Noi crediamo, e speriamo, che dietro quella forma non si nasconda un modo di pensare che non è più tollerabile perché oltre a qualche disonesto, che va aspramente punito, ci sono moltissimi lavoratori che servono degnamente lo Stato e che non ci stanno più a essere vituperati!


Pertanto, le nostre Organizzazioni, chiedono all’Amministrazione comunale, di aprire un tavolo per discutere insieme di un codice formulato in una forma rispettosa e corretta, come sono corretti e rispettosi i lavoratori del Comune di Bari.
Bari, 4 gennaio 2016
 
FP CGIL                                         CISL FP                                 UIL FPL
F.to Domenico Ficco              F.to Dino Di Gennaro             F.to Davide De Gregorio

Ultima modifica il Lunedì, 04 Gennaio 2016 17:01

Visite: 1491

COMUNE DI BARI: CHIEDIAMO SICUREZZA E RISPETTO PER I LAVORATORI

ComunediBari

Ieri è accaduto quello che da tempo temevamo e avevamo preannunciato, allertando per tempo l’Amministrazione del Comune di Bari.
Parliamo della Ripartizione Tributi.
Un manipolo di lavoratori, circa 40 rispetto ai 60 previsti in organico, che attendono indefessamente, a prescindere dalla categoria di appartenenza, a immissioni, front-office, rimborsi, registrazione dati, riscossione diretta e quant’altro.
Lavoratori che assommano impegni e carichi di lavoro in aumento tra Ici, Tari, Tasi e via discorrendo.
Lavoratori che in questi anni hanno fatto recuperare fino a 21 milioni di evasione al Comune di Bari.
Gli stessi lavoratori vengono costretti in condizioni di lavoro infame perché senza condizionatori funzionanti d’estate e riscaldamento d’inverno, malgrado le numerose sollecitazioni effettuate dalla scrivente O.S.
Lavoratori che, in determinati periodi, sono sottoposti a vere e proprie situazioni di stress psico-fisico, con una utenza a volte arrabbiata, a volte esasperata, a volte insofferente.
Lavoratori che sono costretti a prestare la loro attività in una condizione allarmante di insalubrità lavorativa. Attività che viene effettuata in stanzoni di circa 100 mq occupati da 14 scrivanie, con una circolazione d’aria inesistente, affollati mediamente da 250/300 utenti al giorno, con finestre situate alla spalle degli operatori, la cui illuminazione rimbalza sui pc, rendendo una visione molto faticosa ai lavoratori, con i battenti delle finestre che non possono essere aperti a rischio di far volare la documentazione ingente che si trova sulle scrivanie.
In questi giorni è accaduto che un operatore è stato condotto al pronto soccorso. Gli è stata diagnosticata una ipotermia
Abbiamo ancora una volta chiesto un incontro all’Amministrazione per scongiurare l’irreparabile.
In nome e per conto di condizioni minimali previsti dalla legge 81.
Ma anche per un problema di rispetto del valore del lavoro, dei lavoratori e degli utenti.
Perché oltre che di condizioni di sicurezza della salute parliamo anche di dignità.
Perché accanto a un rinnovamento contrattuale vergognoso non si continuino ad associare condizioni di lavoro impossibili.
E abbiamo anticipato che se questa volta l’Amministrazione non ci rispondera’, attiveremo tutte le tutele previste dalla norma, ricorrendo a tutti i mezzi consentiti dalla stessa.

Bari, 21 novembre 2015


Patrizia Tomaselli
Segretario FPCGIL
Michele Favia
Coordinatore aziendale

Ultima modifica il Sabato, 21 Novembre 2015 15:40

Visite: 561

Il welfare bistrattato

ServSocBari

Inutilmente in tutti questi anni abbiamo cercato di dare un sistema organizzato ai Servizi sociali nel Comune di Bari.

Questione poi diventata urgentissima con la modifica strutturale del Comune, che ha istituito i Municipi lo scorso anno.
Certo i numeri degli operatori sono aumentati in modo proporzionale al numero degli abitanti, cosi’ come dettava la Regione con una delibera relativa ai piani di zona 2009/2011, ma non in modo sufficiente data la complessità sempre piu’ drammatica del welfare di questi anni.
La sicurezza di professionisti e utenti continua ad essere a rischio e non puo’ bastare un presidio della P.M. a disincentivare gli attacchi di disperazione degli assistiti che prendono di mira sistematicamente gli assistenti sociali.
Continua a permanere una condizione di approssimazione sul territorio dove ogni direttore di circoscrizione da direttive diverse, in mancanza di una riorganizzazione che dia un senso a chi deve fare cosa, con le stesse procedure.
Assistiamo a Municipi di grande complessità ed estensione territoriale che non possono essere comparati ad ex circoscrizioni ormai diventati Municipi.
Coordinatori scelti senza un criterio uguale per tutti, i casi di disabilità restituiti al territorio (150) senza che siano attribuiti allo stesso quegli operatori che rimangono assegnati in Ripartizione, la redistribuzione dei carichi di lavoro rimane ferma a quando la divisione era per circoscrizioni, non esiste un regolamento (da noi piu’ volte invocato) sulla mobilità del personale che ancora in base alla propria disponibilità (e conoscenze) transita da una parte all’altra della città, permangono ancora strutture fatiscenti utilizzate (vedi Carbonara), che non assicurano sicurezza ne’ privacy all’utenza.
Se le norme e lo scibile universitario hanno riconsegnato dignità e un sistema di intervento piu’ scientifico e moderno ad una professionalità che si è evoluta velocemente nel tempo, sviluppando un sapere che intende affrontare il disagio e la marginalità, oltre che il bisogno, sicuramente in modo piu’ efficiente e moderno, il Comune di Bari pare voglia rimanere ancorato al vecchio sistema di accoglienza e di assistenza, dove la formazione istituenda poi non corrisponde a considerazione, strumenti, strutture e numero adeguato di operatori.
Ignorando che anche consentendo tutto questo, senza un’organizzazione adeguata difficilmente si potrà costruire un welfare degno di questo nome.
Abbiamo rappresentato all’Amministrazione le nostre ragioni, quelle degli operatori, e a breve aspettiamo un confronto e decisioni costruttive in tal senso.
Speriamo sia la volta buona.

Bari, 4 novembre 2015
Segretario: Patrizia Tomaselli
Coord. aziendale: Michele Favia

Ultima modifica il Giovedì, 05 Novembre 2015 13:24

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