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26 aprile Sciopero generale di categoria per la Puglia

sciopero

Manifestazione Regionale Unitaria a Bari dalle ore 09,00 alle ore 14,00
Concentramento innanzi Chiesa San Ferdinando Via Sparano – Bari
Interverranno 
le Segreterie Nazionali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA


#ContrattoSubito

  • Rinnovare i Contratti Nazionali di Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Enti Locali, Sanità Pubblica e Privata, Cooperative Sociali e Terzo settore;
  • Rilanciare la contrattazione decentrata ed aumentare le retribuzioni ferme da oltre sei anni;
  • Superare i vincoli della Legge Fornero sulle pensioni;

  • #GiustOrario e Vertenza Occupazione
  • Garantire il giusto diritto al riposo per tutti gli operatori, pubblici e privati;
  • Rispettare gli orari di lavoro per garantire servizi sicuri ai cittadini e i diritti di chi lavora;
  • Rispettare le norme di legge e contrattuali attraverso un piano di assunzioni regionale finalizzato alla riduzione drastica delle liste d’attesa per le prestazioni sanitari e alla creazione di nuovi posti di lavoro per professionisti sanitari e sociosanitari, medici, infermieri, OSS;

 

Assetti Istituzionali

  • Avviare immediatamente un confronto con la Regione Puglia su una proposta organica di ridisegno delle funzioni pubbliche e istituzionali su territorio; perché la Legge Madia ridurrà la presenza dello Stato e del sistema degli Enti Territoriali, mettendo a rischio uffici e lavoratori di Prefetture, Camere di Commercio, Province, Ministeri, INPS, INAIL, Ministero del Lavoro, le Società partecipate, il corpo forestale dello stato e i vigili del fuoco con conseguenti riduzioni di servizi ai cittadini e imprese;

Vertenze Regionali Pugliesi risoluzione delle vertenze regionali:

  • Sistema Socio Sanitario: riattivare subito i confronti regionali con il Governatore ed Assessore alla Sanità M. Emiliano e aziendali con le Direzioni Generali delle ASL su effetti e ricadute del Piano di riordino della Rete Ospedaliera e sul Piano Operativo 2016/2017, per valorizzare il lavoro di tutti gli operatori e per migliorare la qualità dei servizi per i cittadini, mobilità dipendenti Province;
  • Rafforzamento delle Società Sanitaservice delle ASL;
  • Personale Enti Locali; problematiche Sanità Privata e Terzo Settore;
  • Riorganizzazione Ente Regione Puglia e Agenzie Regionali;
  • stabilizzazioni precari

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Aprile 2016 12:46

Visite: 816

#Contrattosubito

Banner ManifestazioneNov 2015

Il 28 novembre, compagne/i, dobbiamo essere pronti ancora una volta alla mobilitazione. Unitariamente con CISL, UIL e la Scuola.
Prosegue, dunque, il nostro percorso di mobilitazione, cominciato già da molto tempo, con l’attacco concentrico e continuativo al Pubblico impiego perpetrato ormai da molti governi.

Il mercato del lavoro ha subito una rivoluzione e noi siamo rimasti con contratti fermi nel tempo, cristallizzati al 2009, e con qualche spicciolo che il Governo ci vuole elargire per (dis)onorare la sentenza della Consulta.

Una sentenza che, disconoscendo il pregresso, fa perdere soldi e potere d’acquisto agli impiegati pubblici cui si aggiunge uno stanziamento vergognoso in Finanziaria. 8 euro lordi circa, lasciando fuori metà dei lavoratori pubblici, per ogni singolo addetto delle amministrazioni centrali (ministeri, parastato e agenzie centrali) e dell’istruzione (scuola pubblica, università, ricerca).
Un totale di cinque caffè al mese!
Per gli altri comparti (sanità, enti locali, camere di commercio, vigili del fuoco) la partita si disputerà su altri tavoli.

L’ennesima umiliazione per i lavoratori pubblici dopo una serie di norme afflittive che partono dal 2008 – tagli lineari alle spese dei Ministeri, mancata copertura del turn-over, con oltre 300mila posti persi a livello nazionale, blocco dei contratti, riduzioni del salario accessorio, e professionalità mortificate – che hanno prodotto risparmi per oltre 10 miliardi all’anno per le casse pubbliche, determinando un violento peggioramento delle retribuzioni e delle condizioni di lavoro.

La legge di stabilità, con le scelte operate dal Governo, continua con lo svilimento della dignità professionale e della condizione economica dei lavoratori, in uno screditamento continuo operato parallalemente anche sui media. Inoltre si glissa sul futuro dei precari né si incentiva l'occupazione, a causa delle misure che bloccano ancora in larghissima parte il turn-over e non
incoraggiano la flessibilità in uscita.

Una legge di Stabilità disconosce i diritti dei lavoratori e non investe nelle Amministrazioni pubbliche e nell'innovazione, rinnegando crescita e competitività nel Paese.
Dunque, la nostra mobilitazione grida a gran voce il rinnovo del contratto, per il diritto alla contrattazione e ad un salario giusto ma vuole ricordare ai cittadini che Scuola, Sanità, Sicurezza, Servizi pubblici, Autonomie locali, Soccorso pubblico, Fisco, Università, Ricerca, Cultura sono funzioni esercitate dal pubblico e garantiscono a tutti pari opportunità e benessere.

Per noi, per loro, per il futuro di tutti noi continueremo a combattere. Per restituire una speranza a tutti, bambini, donne, anziani.
Forza compagni, prendiamo le nostre bandiere.
Noi non ci arrendiamo. Questo e’ ancora il tempo della lotta.

Domenico Ficco
Segretario Generale FP CGIL BARI

Ultima modifica il Mercoledì, 18 Novembre 2015 13:08

Visite: 525

I LAVORATORI NON SI TOCCANO. LA CGIL NON SI TOCCA

DomenicoFicco


Non possiamo rimanere indifferenti alle dichiarazioni di una europarlamentare del PD che getta fango e discredito sulla CGIL, una organizzazione sindacale che ha “osato” scendere in campo contro le scelte politiche di questo Governo, organizzando una manifestazione imponente come quella dello scorso 25 ottobre.
Una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre un milione di lavoratori, pensionati, giovani e donne, a cui nulla è stato chiesto per partecipare se non la voglia e l’entusiasmo di esserci, lì in quella piazza.
Persone reali, consensi veri, sostegno tangibile che probabilmente ha toccato nel vivo questo governo presieduto da Renzi. Evidentemente la massiccia partecipazione ha colto di sorpresa un Governo che inizia ad accusare una consistente perdita di consensi, per questo la scelta di attaccare il sindacato con argomentazioni pretestuose, come quelle rilasciate dalla Picierno, che mirano proprio a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali presenti nel Paese, a partire dalla mancanza di lavoro e dalla mancata crescita economica.
I dati economici sono sotto gli occhi di tutti e le scelte di questo Governo non fanno altro che aggravare una situazione già di per se drammatica, per questo è inaccettabile e incomprensibile che esponenti del PD insistano in attacchi concentrici verso una gloriosa organizzazione sindacale da sempre impegnata nel difendere i diritti dei lavoratori e dei pensionati. Diritti e valori da sempre, e fino a questo momento nel DNA delle stesse formazioni politiche di sinistra, che hanno avversato tutti quei governi che in passato hanno
cercato di smantellare quel sistema dei diritti faticosamente costruito nel tempo.
Stiamo assistendo a cambiamenti epocali dove si preferisce come interlocutori privilegiati gli imprenditori e si presta poca attenzione al mondo reale, fatto di lavoratori spesso precari, pensionati e donne.
La tracotanza e l’irrisione sono le modalità con cui vengono apostrofate irrispettosamente le contestazioni, le manifestazioni e gli scioperi dei lavoratori. Modalità che stanno acutizzando sempre di piu’ un clima che arriva a produrre brutali aggressioni, quale quella di Roma, verificatasi nel corteo delle Acciaierie Speciali di Terni della ThyssenKrupp. Un governo irresponsabile, questo, che spinge all’esasperazione gli animi, disattendendo le aspettative dei piu’ deboli, producendo precarietà con un Job act che grida vendetta ai disoccupati e una legge di stabilità che si profila punitiva verso i piu’ e inneggiando all’eliminazione del licenziamento senza giusta causa come possibilità di assunzioni sicure. Si vendono illusioni senza produrre investimento, questo è quello che si va facendo.
Chiediamo un passo indietro al governo e un dialogo costruttivo e sereno con le parti sociali, invece di creare divisioni e contrapposizioni sterili e pericolose.
Noi non ci fermiamo. Continueremo a manifestare pacificamente nel nome dell’eguaglianza, della dignità e del lavoro; ma esigiamo rispetto.

 

Domenico Ficco
Segretario Generale FP CGIL BARI

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Ultima modifica il Giovedì, 30 Ottobre 2014 10:39

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