Comunicato 3 novembre 2014 Asili nido Comune di Bari

segreterieprovinciali

Il documento seguente è stato condiviso dall’assemblea nella conferenza stampa sui nidi di infanzia comunali tenutasi presso la sala consiliare del Comune di Bari in data odierna

I nidi di infanzia, a causa di una serie di problemi da noi attenzionati e mai risolti, vivono una condizione di quotidiana emergenza, determinata da una serie di questioni.
La storia dei nidi del Comune di Bari è certamente una storia di emancipazione ma a fronte di impegno sul piano quantitativo (nuovi nidi, apertura a luglio, orario prolungato), non corrisponde un impegno di riqualificazione sugli aspetti organizzativi e gestionali, sugli orientamenti educativi e sull’identità pedagogica.

Regolamento
L’art.70 della finanziaria 2002 e non una ma ben tre sentenze della corte costituzionale (2002/2003/2004) hanno stabilito che l’asilo nido non è un servizio assistenziale di custodia ma è un servizio educativo e quindi di pertinenza della pubblica istruzione.
Premesso questo, dichiarazioni che assumono di per se’ una valenza importante e caricano di responsabilità l’Ente locale, il comune di bari nel 2014 continua a far funzionare i nidi con un regolamento che risale al 1981, malgrado al nostra richiesta di revisione e modifica, continua a chiamare il personale educativo assistente all’infanzia (il CCNL lo menziona come personale educativo), a ricopiare nella recente disciplina di accesso all’impiego un mansionario preistorico e considera domande riguardanti la pediculosi e la varicella materie di concorso per le prossime educatrici.
Chiediamo dunque un nuovo regolamento che metta al centro il diritto dei bambini all’educazione, il diritto delle famiglie a essere supportate nel difficile ruolo di genitori, il diritto del personale al riconoscimento di un percorso professionale qualificante.
Il regolamento è la carta di identità del servizio, definisce un modello di gestione sulla base di principi pedagogici e regole di funzionamento, secondo precisi orientamenti educativi.
Per fare questo occorre una politica seria cioè che ha voglia di ascoltare davvero e non faccia solo finta. Una politica concreta cioè capace di pensare uno sviluppo sostenibile dei servizi per la prima infanzia e di tradurre quel pensiero in cambiamenti, proposte e scelte reali e non solo annunciate a scopi propagandistici.
Occorrono dirigenti capaci di promuovere una vera cultura dei servizi per l’infanzia, che credano per primi nel valore di emancipazione culturale dell’educazione, che abbiano il coraggio di non nascondersi dietro l’alibi della burocrazia e della scarsità di risorse.
Vogliamo una classe politica e dirigenziale che creda davvero nel nido come il luogo dove realizzare una vera lotta alle discriminazioni, alla povertà, all’emarginazione.
Per fare questo bisogna avere la volontà e la capacità di pensare alla formazione in servizio del personale supportandolo con una equipe psico-pedagogica, mettendo i nidi in rete con gli altri servizi presenti nel territorio.
Nei nostri nidi abbiamo diversi casi accolti con precedenza assoluta su segnalazione dei servizi sociali senza che vi sia nessuna collaborazione tra servizi sociali e peg. Sembra che l’iscrizione al nido faccia parte del pacchetto assistenza offerto dal comune. Non ci si preoccupa nemmeno di verificare se il piccolo frequenta o no. Questo è assistenzialismo allo stato puro, costoso e inefficace.

Sostituzioni
Chiediamo l’applicazione dell’art.31 co. 9 del CCNL “nei casi di assenza, a qualsiasi titolo ed anche di breve durata, del personale educativo, gli enti garantiscono le condizioni standard del servizio assicurando la sostituzione dello stesso.
Nella nostra realtà spesso non vengono garantite le condizioni standard, al contrario il personale in servizio sopperisce da solo alla mancanza di personale assente, con rischi notevoli per la sicurezza e il benessere dei bambini. Chiediamo maggiori risorse da destinare all’istituto contrattuale delle supplenze (sono aumentati i nidi, il numero dei bambini, l’età media del personale, il numero di personale con limitazioni ma le risorse per le supplenze sono sempre le stesse). Chiediamo un nuovo regolamento per le supplenze, che garantisca le sostituzioni anche brevi, a tutt’oggi previste dopo cinque giorni.
Chiediamo l’immediata applicazione della deroga per le ferie del personale a tempo determinato. Assumere una supplente e costringerla a usufruire delle giornate di ferie maturate è una beffa inaccettabile oltre che una violazione grave di un provvedimento di legge riguardo cui abbiamo fatto una diffida a cui l’Amministrazione non ha ancora risposto.

Personale ausiliario e cuochi
Quello che è accaduto in questi giorni a Stanic e Libertà, al mancanza di personale addetto alla preparazione del cibo peri bambini, non è un fastidioso contrattempo o un’emergenza dovuta al caso. E’ la conseguenza di una politica incapace di pensare, di programmare e
soprattutto di ascoltare chi da tempo denuncia che ci sono gravi carenze di personale. La situazione delle cucine dei nidi è drammatica, abbiamo otto strutture con sei cuochi. Abbiamo strutture che accolgono fino a 90 bambini con una sola cuoca.
Abbiamo cuoche che non si possono ammalare o prendere un giorno di ferie perché non sono previste sostituzioni.
Abbiamo personale ausiliario ridotto a pochissime unità con la prospettiva di arrivare alla completa sostituzione di questa figura con l’esternalizzazione e quindi l’appalto alle imprese di pulizie.
Questa scelta ha delle pessime ricadute sulla qualità del nido in quanto il personale ausiliario non è preposto solo alle pulizie ma è una figura di supporto al lavoro dell’educatrice e alla riuscita delle progetto pedagogico del nido. Molti genitori si chiedono per esempio come è possibile far mangiare contemporaneamente tanti bambini anche di pochi mesi. E’ inutile nascondere che quello del pranzo soprattutto con i più piccoli è un momento di criticità nella giornata al nido perché son venute meno questa figura. Si potrebbero fare altri esempi. Quante volte un’educatrice rinuncia a svolgere un’attività perché non ha l’aiuto necessario, quante volte l’educatrice non può dedicare l’attenzione necessaria al singolo bambino perché non c’è nessuno di supporto alla vigilanza del resto del gruppo?
Chiediamo che nel prossimo piano del fabbisogno del personale sia prevista l’assunzione di personale ausiliario per i nidi.

Sezioni primavera
Chiediamo che si faccia chiarezza su quelle sezioni di nido che l’assessore al ramo chiama impropriamente sezioni primavera.
Non esiste un provvedimento, una delibera che istituisce formalmente le sez. primavera aggregate ai nidi nel comune di Bari. Non sono menzionate nel bando d’iscrizione ai nidi e nemmeno nel modulo d’iscrizione. Questo vuol dire che un genitore non ha la possibilità di scegliere tra le diverse opportunità.
Non esiste un regolamento che spieghi finalità e modalità di funzionamento.
Non si programma nessuna formazione specifica per il personale educativo, non si assume personale di supporto, si accolgono bambini che non hanno compiuto ancora due anni, e non si spiega ai genitori che pur essendo in età da nido il rapporto numerico ed/bambini è più alto.
Altro requisito importante soprattutto per le famiglie riguarda il pagamento della retta.
L’accordo quadro e l’intesa regionale del 2013 stabiliscono dei parametri per il calcolo del contributo a carico delle famiglie. Invece, i bambini che frequentano le sez primavera aggregate ai nidi di bari pagano la stessa retta del nido.
Chiediamo di sapere perché contrariamente a quanto previsto dall’accordo stato regione sulle sez. primavera l’Amministrazione si ostina ad aggregare queste sez. solo nei nidi e non nella scuola dell’infanzia?
In pratica le sez.primavera aggregate ai nidi sono sez, di nido con qualche bambino in più.
Queste le carenze e le contraddizioni di un servizio fondamentale per la crescita armonica dei futuri cittadini ma anche pr la tranquillità dei genitori.
Noi abbiamo lavoratrici e lavoratori validi e responsabili, che ogni giorno assicurano, al di la’ di quanto denunciato, un servizio ottimale sopperendo con la loro professionalità e la loro serietà, credendo ancora in un cambiamento.
Noi speriamo che questa sia la volta buona.
Questo vuole essere l’incipit per un MANIFESTO DEI DIRITTI DEI BAMBINI, che si deve connettere armonicamente con i servizi offerti dalle scuole dell’infanzia.
Noi ci aspettiamo una svolta di merito da parte di questa Amministrazione, che cominci ad ascoltare prima di tutto chi non ha voce, che sono i bambini, offrendo oltre che servizi in quantità anche servizi di qualità.
Noi abbiamo una proposta: abbiamo preso il meglio dei regolamenti in Italia, calandolo nella realtà di Bari. Pretendiamo che, in nome dei bambini e delle famiglie, che siamo ascoltati.

Noi, come sindacati, ci aspettiamo una collaborazione costruttiva. Finalmente.
E non ci fermiamo qui.

CGIL      CISL      UIL      CSA